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| Ele D'artagnan |
Quella dell´associazione ICBIE e del Progetto Scuola Internazionale di Arte Musica e Lingue D’Artagnan è una storia controversa e complessa, tra vita, arte, filosofia e sogno. Per un caso fortunato il fondatore dell’Istituto, in un momento critico della sua carriera nel campo del giornalismo e dell’insegnamento, che lo ha costretto ad abbandonare la scuola – altrimenti precario a vita - ha pensato di recarsi a New York per i motivi seguenti: avendo il fondatore stesso ereditato i dipinti di Ele D’Artagnan dopo la sua morte (il suo nome era Michele Lombardi, un attore/pittore amico di Fellini), aveva pensato di mettersi alla ricerca di un gallerista che potesse fare una mostra e vendere i lavori di D’Artagnan: quale posto migliore – in Italia non si poteva esporre per rabbiose ultime volontà del defunto – se non New York. Trovato il gallerista, fatta la mostra con successo tale che perfino The New York Times e il Newyorker Magazine ne hanno dato ottime recensioni, e venduti tanti quadri da avere un buon capitale iniziale, il fondatore ha pensato di realizzare un sogno dello stesso D’Artagnan e suo. Ha comprato una proprietà a Salvador de Bahia in Brasile.
Così - insieme al fondatore Pietro Gallina e a sua moglie Marlene Rosa de Souza e Roy Zimmerman a un gruppo di professori e artisti (europei, statunitensi e brasiliani) che si sono uniti sulla base della stessa idea e soprattutto mossi dalla passione per l’arte e l’insegnamento - è nata l’intenzione di creare un centro di cultura e una scuola popolare multidisciplinare (arti visive, musica, teatro, lingue, artigianato, turismo) appunto nel palazzetto acquistato in Brasile.
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Roy Zimmerman |
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La scelta del luogo non è stata casuale perchè il centro, la biblioteca, lo spazio teatro e la scuola sono situati infatti nel quartiere periferico di Ribeira (Salvador), antico e bellissimo bairro ingiustamente dimenticato e senza infrastrutture, luogo in cui le possibilità di accesso all’istruzione comunque sono scarse e limitate anche a chi ha una condizione economica favorevole. Ma si è fatta una scelta, quasi una sfida, di lavorare ai margini della città: fuori dal centro elegante che mostra opulenza e lusso. Esistono infatti vicino all’ICBIE le periferie-favela dimenticate dove le piaghe della povertà, della emarginazione, della criminalità si sono naturalmente sviluppate per essere state abbandonate da tanti anni a se stesse.
L’Istituto è stato pensato non solo come luogo di istruzione “formale”, ma come punto di scambio interculturale, nonché sede operativa di riferimento sul territorio per la popolazione locale (soprattutto giovani). Lo scambio inteso anche come dialogo culturale tra Italia, Europa, America del Nord ed America del Sud e luogo d’incontro tra persone provenienti da estrazioni sociali diverse, disposte a mettere al servizio della comunitá dell´ICBIE la propria professionalità e arte e contribuire cosí allo sviluppo culturale, della formazione e dei mestieri, aumentando in tal modo le speranze e le prospettive per una occupazione e un’inclusione sociale dei propri studenti.
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Marlene De Souza |
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Quando si è cominciato le attività della scuola erano ridotte a corsi di lingua italiana, musica e teatro, mentre dal Gennaio 2006 (apertura ufficiale) le attività sono: corsi di informatica, corsi di lingue (italiano, francese, inglese), corsi di musica (teoria e pratica), di teatro, cineforum e concerti. L’apertura della Biblioteca (che comprende migliaia di volumi, dischi e film) pur lavorando solo per i soci studenti per mancanza di personale specializzato, sarà prossimamente aperta al pubblico. Come è in previsione l’apertura di un nuovo spazio teatrale per vaie attività di programmazione continua offerte alla comunità. La scuola ospiterà inoltre incontri, conferenze, attività culturali di vario tipo.
L’ICBIE fornirà anche alloggi a basso costo per studenti (brasiliani e stranieri) e volontari internazionali, oltre a costituire una tappa per viaggi organizzati da associazioni che si occupano di turismo responsabile o sociale.